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Paragrafo  13  .  Dalla  primavera  all'inverno  del  1944:  verso  la

liberazione.

     
Agli  inizi di marzo del 1944 si verificarono i primi tragici  episodi
di  guerra  civile.  I  tedeschi  repressero  duramente  un  massiccio
sciopero  dilagato  in tutta l'Italia centro-settentrionale,  causando
morti  e arrestando centinaia di persone, la maggior parte delle quali
venne  deportata  nei campi di lavoro in Germania. Il  24  marzo,  per
rappresaglia  contro  un attentato che in via  Rasella  a  Roma  aveva
provocato  la  morte  di 33 militari tedeschi, il  colonnello  Herbert
Kappler,  comandante della Gestapo, fece uccidere 335  persone  presso
una cava sulla via Ardeatina.
     Nell'aprile    del    1944   venne   finalmente    superata    la
contrapposizione tra il re e il governo Badoglio da  una  parte,  e  i
partiti  antifascisti  dall'altra, grazie all'iniziativa  assunta  dal
segretario  del  partito comunista Palmiro Togliatti. Questi  infatti,
appena rientrato in Italia dopo diciotto anni di esilio in URSS,  fece
appello  all'unit  delle forze antifasciste per la  conduzione  della
guerra  contro  i  tedeschi e propose di demandare la soluzione  della
questione  istituzionale ad un'assemblea costituente,  da  eleggere  a
suffragio  universale dopo la fine della guerra. La disponibilit  del
re  a  lasciare la corona e a nominare il figlio Umberto "luogotenente
del regno" sblocc definitivamente la
     
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     situazione: il 24 aprile 1944 si insedi a Salerno un governo  di
unit  nazionale,  ancora presieduto da Badoglio,  come  voluto  dagli
alleati,  con  un'ampia  partecipazione dei partiti  antifascisti.  La
lotta  contro il nazifascismo ebbe cos una guida politica unitaria  e
ufficialmente riconosciuta.
     Nel  frattempo  gli alleati e i tedeschi si fronteggiavano  lungo
la "linea Gustav", che i primi avevano cercato di aggirare nel gennaio
del  1944 con uno sbarco ad Anzio respinto dai tedeschi. Nel  mese  di
maggio  da  Cassino, completamente distrutta insieme alla  sua  antica
abbazia  dai  bombardamenti  alleati, ebbe inizio  un'offensiva  delle
truppe  anglo-americane; queste riuscirono finalmente  a  sfondare  la
"linea  Gustav"  e  ad avanzare verso Roma, che venne  liberata  il  4
giugno.
     Secondo quanto convenuto, il re deleg allora i poteri al  figlio
Umberto,  nominato "luogotenente del regno"; si form quindi un  nuovo
governo,   presieduto  dal  socialista  moderato   Ivanoe   Bonomi   e
interamente composto da antifascisti.
     Liberata  Roma,  le truppe anglo-americane e i  reparti  italiani
avanzarono verso nord, incalzando l'esercito tedesco, mentre in  tutta
l'Italia  sotto l'occupazione nazifascista si intensificava  la  lotta
partigiana.  L'11  agosto  del  1944  Firenze  venne  liberata   prima
dell'arrivo  degli alleati; a nord, nelle zone liberate, i  partigiani
formarono   governi   repubblicani  (a   Montefiorino   nell'Appennino
modenese, nella Valdossola e nella Carnia).
     Nel  frattempo per, con lo sbarco alleato in Normandia (6 giugno
1944),  il fronte italiano era diventato secondario, per cui le truppe
anglo-americane   rallentarono  l'avanzata  e   quelle   tedesche   si
attestarono  lungo  una nuova linea difensiva, la "linea  gotica",  da
Forte dei Marmi in Versilia lungo l'Appennino sino a Rimini.
     Per   l'Italia   ancora  occupata,  senza  adeguati  rifornimenti
alimentari,  esposta  ai  bombardamenti alleati  e  alle  rappresaglie
nazifasciste,  la situazione si fece allora drammatica. Tra  settembre
ed  ottobre, a Marzabotto sull'Appennino modenese, le SS comandate dal
maggiore Karl Reder massacrarono 1836 persone tra cui 200 bambini.  La
lotta   partigiana   continu  con  il  sostegno  della   popolazione,
nonostante  gli  alleati cercassero di frenarla, per impedire  che  il
movimento  in  generale  e quello legato ai  partiti  di  sinistra  in
particolare acquisisse forza ed autonomia politica. A tale  scopo,  il
13   novembre  1944  il  generale  inglese  Harold  Rupert  Alexander,
comandante  delle  forze  alleate in Italia, invi  un  proclama  alle
formazioni partigiane invitandole a cessare le operazioni. Il proclama
venne respinto e il CLNAI avvi trattative con il governo italiano  ed
il  comando  alleato, che si conclusero il 7 dicembre: al CLNAI  venne
riconosciuta l'autorit sui territori ancora occupati; gli alleati  si
impegnarono  a  fornire pi regolari e consistenti  aiuti  militari  e
finanziari  alle forze partigiane, le quali in cambio  accettarono  di
trasferire  ad  essi il governo delle zone liberate e  di  sciogliersi
dopo la definitiva sconfitta dei tedeschi.
